Sembra che amici e conoscenti godessero moderatamente nel leggere il blog vecchio, il buon melamorsi.blogspot. Anche se non commentavano, anche se non me l’han detto fino a quando non li ho rivisti, dopo tre anni e numerose peripezie, finalmente di persona, in questo agognato ed emozionante viaggio in Europa. E, devo dire, rileggendolo, ho provato nostalgia per Melamorsi, per l’energia spesa, la confusione e la passione profusa in quel blogghino, tanto che ora vorrei rientrare ma non posso, essendomi chiusa fuori dalla mia casella di posta senza piu’ ricordare la password cambiata velocemente dopo una intrusione di un cinese ignoto. Invito dunque tutti, amici e sconosciuti, vecchi e nuovi, a ritrovarci qui, che la voglia di scrivere mi e’ tornata, dopo la tristezza e la confusione e le beghe relative a scuole, visti e case, le convivenze con psicopatici, i ricatti, le professioni di cattiveria e tutto il resto che non son riuscita a tirar fuori in tutto questo tempo. Certo, il blogghino vecchio aveva piu’ calore, piu’ storia e piu’ sapore… ma basta aprire la valigia, fare un po’ di confusione e mettere su un po’ di musica per sentirci a casa anche qui. Ci vogliono pero’ anche i commenti, altrimenti credo di essere pazza e di parlare (scrivere) al muro (un gran bel muro, ma poco espressivo, di solito).

Sono al momento nomade piu’ che mai, continuo a spedire pacchi a Melbourne di cose ritrovate e di cose che abbandono per inadeguatezza al clima che mi circonda (Losanna: -6 gradi centigradi) senza sapere ancora nulla di certo riguardo il mio visto. Dovrò, ancora una volta, fare come “Lola”, quella del film dove si corre: continuare ad andare, tenere alta la fiducia, far lavorare il cervellino e preparare il piano B (e C e D…) su cui atterrare morbidamente in caso d’imprevisti (che si verificano piu’ spesso di quanto vorrei…)

Dopo le settimane di lusso in mansarda in centro a Ravenna da Beppe che ha accolto me, il mio jet-leg ed i miei progetti di ragú planetario, i giorni nella parte bella di Milano da Lorenzo, le notti sul materassone gonfiabile di Cinzia che mi ha scarrozzato in giro per il Ticino e fino al centro benessere con piscina calda all’aperto circondate dalla neve… oggi ho incontrato Werner e Sandra Jeker, conosciuti lo scorso anno al festival agIdeas di Melbourne e, dopo aver visitato il bellissimo Les Ateliers du Nord (dove è nato il primo mouse Logitech oltre che la macchina da caffè Nespresso e mille splendidi poster e libri e lavori di grafica superba), siamo andati a mangiare Rösti e bere birra e parlare di politica italiana con una passione e una profondità che mi han fatto sentire meno strana, meno inopportuna e fissata di quanto, spesso, non mi capiti in terra australe e italica, segno che c’e’e poi spazio per tutti.

Vorrei parlare francese, però, e ci proverò per una settimana, prima a Ginera e poi in Provenza dove mi aspetta lo zio viaggiatore e santo protettore dei nomadi di famiglia: mio zio Edmondo che, spero tanto, mi porterà a cavallo, un cavallo sveglio e non svogliato, un cavallo che mi porti da qualche parte tra la neve ed i boschi anzichè farsi portare in spalla da me (che ne ho abbastanza dei bagagli…)

Che emozione abbracciare tutti. Verrebbe voglia di rifare il giro da capo e spero di riuscire a farlo prima di ritornare giù sotto downunder. Grazie per avermi dato l’impulso per scrivere ancora. E non solo di beghe e disgrazie… Era ora!

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