Ricominciare a postare quando anche la seconda scuola chiude. Sono rimasta qualche settimana senza parole, poi ho ritrovato la password ma non volevo imprecare. Si puo’ dire “uffa”? Ecco, allora, UFFA!

Caro Babbo Natale,

l`anno scorso sono stata troppo buona, come al solito. Allora, visto che non mi hai portato altro che nuove grane, quest’anno faccio il buon proposito di essere piu’ cattiva e meno paziente.

Prometto di essere meno tollerante, meno comprensiva, meno disponibile con chi non se lo merita.

Di pronunciare le sacrosante parole : “ti prendi troppo sul serio, nani”, agli artistucoli, scienziatucoli, ominicchi e donninicchie che hanno poca umanita’, poca cultura e poca capacita’ di mettersi in discussione.

Di smettere di fare autocritica al posto loro. Di dirlo chiaramente quando mi annoio. Di mandare a quel paese la gente prima che dia per scontato il diritto di abusare di tutto.

Prometto di iniziare a chiamare le cose col loro nome: frustrati i frustrati, bulli i bulli, ignoranti gli ignoranti. Anche se si nascondono dietro famiglie, posizioni, marchi di successo. A Cesare quel che e’ di Cesare e agli arroganti cio’ che spetta agli arroganti.

Prometto anche di continuare a non farla fuori, di non dar soddisfazione a chi si e’ impegnato anima e core nell`intento di farmi saltare i nervi, che, a ben vedere, sono piu’ saldi di prima.

Prometto pero’ di non lasciar correre, di cercare la rispostina giusta e di non sprecare piu’ il mio tempo dietro a cause perse.

L`ispirazione mi e` gia’ venuta. Magari col tempo riusciro’ anche a sistemare gli apostrofi e gli accenti.

Sta scendendo una pioggia benedetta, tra poco vado a letto, il rumore meraviglioso e la pulizia che l`acqua sta portando nella mia testa calma le telefonate pesanti all`ufficio, i turni orrendi (e doppi) del fine settimana, gli intervistati aggressivi, gli intervistati depressi, i rifiuti, la sensazione di essere sempre nel posto sbagliato, il silenzio sulle questioni di scuola, lo scaldabagno rotto e la vasca riempita d`acqua da pentoloni e bollitori. Con l`ornitologo per ora non ci lasciamo, siamo tornati umani e son cose che fan piacere. È via per lavoro fino a domani sera in un parco bellissimo e io nemmeno me la rodo (diciamo non troppo, via). Poi ho trovato una borsa della mia taglia che non mi picchia quando cammino e credo questo sia una delle graziose coincidenze di Melbourne (se la borsa mi procura mal di schiena alle 9 di mattina di solito sono da ricovero alle 10 di sera). Insomma: tutta ancora in salita, mi abituerò in fretta se riesco e vedrò di sopravvivere. In caso contrario abbiate cura delle gatte, vi prego, spartitevi i miei possedimenti da bravi fratelli e per favore seppellite la borsa nuova nel cubicolo in cui sarò tumulata insieme alle mie belle speranze. (SOLO in caso soccombessi, altrimenti tengo per me tutto comprese le vane speranze).

Stiamo come d`autunno sugli alberi gli studenti. Appesi a qualche mail dall` ACPET che ci dia un barlume d`indizio sul nostro futuro. Nel frattempo ho iniziato due lavori, dei quali non avevo alcuna esperienza. Nel frattempo con l`ornitologo mi sa che ci lasciamo. Ed io sono esausta. Tutto bene, comunque: accetto la transizione che fino ad ora mi ha fatto crescere fino a qui. Se ne esco viva sara` tutto molto interessante. Il primo lavoro lo chiamerei “il mio grasso grosso matrimonio greco” ed il secondo “l`odissea del censo”.

Io andavo ad una bella scuoletta a Southbank con tanti prof. giovani simpatici e professionisti che mi insegnavano assai bene annessi e connessi del grafeggio e del disegneggio.

Mi piaceva molto, nonostante il menage scandaloso dell`amministrazione, le impiegate acide e maleducate, i prezzi cari e i servizi scarsi.

Mi piacevano gli insegnanti. Quelli che passavano ore con me ad aiutarmi col portfolio, offerte di lavoro, consigli su come e dove cercarlo.

Mi piaceva l`onesta` nel loro giudicare i miei lavori in base al merito, alle potenzialita` e non solo alle simpatie, i voti giustificati e l` imparzialita` dei comportamenti.

Giovedi`, alle 5.30, dopo la fine delle lezioni, siamo stati ammassati in una stanzetta e due uomini in sovrappeso, mai visti prima, ci hanno annunciato che “International Design School is no more”.

Se saremo in grado di rivedere i nostri soldi, di avere i crediti e di mantenere il visto ancora non si sa. Lunedi` mattina alle 10.30 si terra` una riunione alla town hall di Melbourne, e speriamo di avere piu` informazioni di quante i vaghi signori e il numero di telefono perennemente occupato cui siamo stati affidati abbiano dato fino ad ora.

Mi piaceva essere riuscita ad ottenere la stima delle persone intorno a me. Mi piaceva non dover piu` fare lo spelling del mio nome, comune in Italia ma con diversa grafia dalla versione inglese, mi piaceva essere una persona e non un numero. Mi piaceva imparare le cose che questi insegnanti mi insegnavano, soprattutto, e non mi dispiaceva essere l`unica caucasica della mia classe.

L`azienda ed il corpo docenti son due cose separate, e, mentre la prima e` introvabile, insolvente e probabilmente immischiata in strani malgheggi con migration agent e visti concessi a cuore troppo leggero, i secondi sono in mezzo alla strada, inermi e truffati quanto noi.

Tutta la Meridian, cui faceva capo l`I.D.S. e molte altre scuole sia a Melbourne che a Sydney, e` in regime di congelamento e di revisione, speriamo di vedere la luce presto ma come me molti credo non si accontenteranno di soluzioni aleatorie.

Se avete consigli su come muoverci e su cosa sia bene fare in situazioni come queste contattatemi. Magari una class action sarebbe appropriata, magari altre strategie potrebbero rivelarsi piu` adatte. Fatevi avanti con suggerimenti, se ne avete.

Non si puo` stare tranquilli un minuto.

Maledizione.

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Vi sto portando con me forzandovi a seguire almeno parte dei miei continui traslochi (in realtà quelli fisici sono assai di più e più frequenti). Divertente, vero? Ora semplicemente do il benvenuto a chi è riuscito a non perdersi nemmeno stavolta e a chiunque si sia aggregato di recente. Benvenuti!